,

LA METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO

Pubblicato un nuovo documento di INAIL che illustra gli strumenti integrativi offerti per la valutazione dei rischi psicosociali emergenti connessi al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica e i percorsi di ricerca condotti per il loro sviluppo.

Nell’attuale scenario del mondo del lavoro, aspetti quali il lavoro da remoto e l’innovazione tecnologica rappresentano fattori sostanziali di trasformazione delle modalità di organizzazione e svolgimento della prestazione lavorativa. Tali aspetti, fortemente interdipendenti tra loro, favoriscono la flessibilità e l’efficienza lavorativa, determinando modifiche non solo ai processi di lavoro, ma anche alle modalità di interazione e collaborazione tra gli stessi lavoratori. Accanto alle opportunità, emerge, tuttavia, la necessità di analizzare i potenziali rischi psicosociali emergenti connessi al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica, che possono configurarsi a vari livelli, rispetto, ad esempio, all’ iperconnessione, alle complessità nella gestione dei gruppi di lavoro, alla necessità di nuove competenze dei lavoratori e all’abbattimento dei confini tra vita privata e vita lavorativa.

Continua la lettura su Punto Sicuro

,

Al via il Piano integrato per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro

FONTE: INAIL 

Il programma, che decorre dal 1° gennaio 2025, coinvolge anche Inail e Inl per iniziative congiunte su formazione, prevenzione e vigilanza.

ROMA – Affrontare il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro con un cambio di passo decisivo attraverso misure di applicazione immediata e attività mirate per settori specifici di intervento in modo da ottimizzare tutte le iniziative utili al contrasto di infortuni e malattie professionali. È la finalità del Piano integrato per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, che decorre dal 1° gennaio 2025 sino al 31 dicembre. Approvato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali il 17 dicembre scorso, il Piano è declinato secondo obiettivi, linee di indirizzo e aree strategiche di intervento, con un monitoraggio delle attività e contestuale verifica dei risultati, e potrà essere revisionato e aggiornato in caso di esigenze sopraggiunte.

Sicurezza come “cultura” da diffondere. Come ricordato in premessa, “la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro risulta un valore etico comune non negoziabile, un investimento imprescindibile da strutturarsi sulla convinzione che un luogo di lavoro sano e sicuro non solo salva vite umane e protegge i lavoratori da infortuni sul lavoro e malattie professionali, ma può anche abbassare i costi connessi al verificarsi di eventi simili, ridurre assenteismo e turnover, aumentare produttività e qualità lavorativa”. Per raggiungere questo scopo, spiega ancora il piano, “occorre adottare un approccio differente, che prevede il superamento dell’idea secondo la quale la tutela della sicurezza rappresenti solamente una mera attività di adempimento giuridico”, puntando invece su azioni e programmi di sviluppo di una “cultura” della sicurezza valida in tutti i luoghi di vita, studio e lavoro tramite iniziative di responsabilizzazione e promozione della prevenzione.

Obiettivi e sinergie con Inail e Inl, coinvolgimento dell’Inps. Gli obiettivi del Piano sono riassunti in quattro punti: sensibilizzazione e formazione di giovani e lavoratori; sostegno alle imprese; rafforzamento delle tutele in ambito lavorativo; attuazione di controlli mirati e coordinati. Da qui, nel quadro di una sinergia attiva con il Ministero e nel pieno rispetto di ruoli, compiti, funzioni e competenze istituzionali, il coinvolgimento operativo dell’Inail e dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl), di cui il Piano ripercorre sinteticamente la collaborazione e le iniziative già in essere, come ad esempio l’accordo sottoscritto nel 2022 per l’interscambio delle banche dati e dei flussi informativi di vigilanza. Per quanto attiene alle campagne informative, è prevista anche la partecipazione dell’Inps.

Le azioni e i progetti dell’Inail. Riguardo specificamente agli interventi operativi di prevenzione realizzati dall’Istituto, il documento del Ministero richiama il Piano triennale Inail 2025-2027, l’avviso pubblico di finanziamento per progetti di formazione e informazione indirizzato alle figure coinvolte nei servizi di prevenzione e di protezione, gli interventi di sostegno alle imprese attraverso il bando Isi e la riduzione dei premi assicurativi.

Informazione e comunicazione. Ampio spazio viene dato alle campagne informative e alle iniziative di comunicazione, a cui lavorerà un tavolo di lavoro coordinato dal Dipartimento per l’innovazione del Ministero con gli apporti di altri soggetti e dicasteri competenti per materia. Il piano di comunicazione prevederà diffusione di messaggi su mezzi tradizionali e social, tutorial e contenuti audio/video, incontri sul territorio e partecipazione a fiere e manifestazioni tematiche, mostre interattive con progetti di realtà aumentata, l’indizione di una Conferenza nazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Eventi specifici saranno rivolti ai giovani, agli insegnanti e agli studenti, anche nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto), mutuando esperienze e buone pratiche già attivate con successo, che l’Inail riepiloga annualmente nel Dossier scuola realizzato per la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole (22 novembre).

Nel 2025 una campagna straordinaria di vigilanza. Riguardo alle attività di vigilanza, svolte dall’Inl su base regionale, il Piano annuncia l’avvio nel 2025 di una campagna straordinaria, denominata Operazione Stop (Sicurezza di tutti gli operatori). La campagna prevede 2.500 ispezioni mirate in settori produttivi ad alto rischio infortunistico come l’edilizia, l’agricoltura, gli impianti di depurazione e di trattamento delle acque reflue, le reti fognarie e gli impianti di biogas, con controlli legali e accertamenti sulla valutazione corretta dei rischi.

Piano integrato INAIL

,

Radiazioni ottiche artificiali: le sorgenti e gli effetti sulla salute

Un intervento presenta vari aspetti connessi alle radiazioni ottiche in ambiente di lavoro e alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori esposti. Focus sugli effetti sulla salute delle radiazioni e sulla classificazione dei laser.

Brescia, 9 Dic – Il Decreto legislativo 81/2008 definisce le radiazioni ottiche ‘tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 nm e 1 mm’ e lo spettro delle radiazioni ottiche “si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse”.

In particolare, ai fini protezionistici, le radiazioni ottiche “sono suddivise in:

  • Radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche di lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (∼320-400 nm), UVB (∼ 290-320 nm) e UVC (∼ 200-290 nm);
  • Radiazioni visibili: radiazioni ottiche di lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 nm;
  • Radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche di lunghezza d’onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm-1– 1 mm)”.

In relazione ai possibili effetti sulla salute e al pari delle radiazioni ionizzanti (ad esempio le radiazioni connesse a sorgenti radioattive e tubi RX) è “importante valutare i rischi da esposizione alle radiazioni ottiche, in particolare in ambito lavorativo, essendo possibili esposizioni sistematiche e continuative a tale tipo di radiazioni”.

Articolo tratto da Punto Sicuro. Continua a leggere direttamente dal sito.

,

Interpello 6/2024 e 7/2024, aggiornamento formazione del Preposto: ha cadenza biennale o quinquennale?

Nell’Interpello n. 6/ 2024 e 7/2024 la Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro risponde ancora sulla formazione e aggiornamento dei preposti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare sull’aggiornamento biennale o quinquennale, rispondendo sia al Consiglio nazionale degli Ingegneri che alla Camera di Commercio di Modena.

 La Commissione ribadisce che il comma 7-ter dell’articolo 37 del D.Lgs. n.81/2008 che prevede l’aggiornamento biennale è subordinato all’adozione del nuovo Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Tale accordo, come sappiamo, è stato rinviato dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni durante l’ultimo incontro, a data da destinarsi.

Articolo tratto sa INSIC. Continua a leggere dal sito.

,

Le figure della sicurezza sul lavoro: definizioni, ruoli e responsabilità

Lavoratore, Datore di lavoro, dirigente, preposto, RSPP, RLS, medico competente. Sono queste le principali figure coinvolte nella gestione della Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro. Per ciascuna di esse, il Testo Unico di Sicurezza fornisce una precisa definizione, specifici compiti e connesse responsabilità. Vediamole nel dettaglio.

Le figure della sicurezza

Il D.Lgs. 81/08 (T.U.S.L. – Testo Unico di salute e Sicurezza sul Lavoro) individua una serie di figure chiave che hanno – ognuna per quanto di sua competenza – uno specifico ruolo nella gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Lavoratore

Il lavoratore è definito all’art. 2 del D.Lgs. 81/08 come:

  • la persona che “indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione”.

La definizione di lavoratore che viene data dal D.Lgs. 81/2008 è dunque comprensiva di tutte le tipologie contrattuali, autonome o subordinate, anche flessibili; viene fatta eccezione solo per il lavoro domestico.

Il lavoratore è il principale destinatario delle tutele dettate dalle norme antinfortunistiche, ma è subordinato, nello svolgimento della prestazione lavorativa, al potere direttivo, organizzativo e disciplinare dell’imprenditore. Il vincolo di subordinazione lo obbliga ad adottare i metodi, le disposizioni e le misure preventive disposte dall’azienda.

Il lavoratore, in quanto garante della propria e altrui sicurezza, ha una responsabilità sanzionata penalmente, collegata agli “effetti delle sue azioni od omissioni”.

Il datore di lavoro

Il D.Lgs. 81/08 definisce nel dettaglio la figura del datore di lavoro, all’art. 2, comma 1, lett. b):

  •  «datore di lavoro»: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

Il D.Lgs. 81/08 specifica inoltre che nelle pubbliche amministrazioni (art. 1, comma 2, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165), per datore di lavoro si intende: il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

Articolo tratto da INSIC. Continua a leggere direttamente dal sito.

,

Amianto e Sicurezza sul Lavoro: Nuove Figure per la Gestione del Rischio

Dalla Mappatura alla Gestione del Rischio: Come la formazione di Nuove Figure Professionali Specializzate Rivoluzionerà la Sicurezza sul Lavoro per Affrontare la Sfida dell’Amianto e Proteggere Salute e Ambiente.

La gestione dell’amianto rappresenta una delle sfide più delicate nel campo della sicurezza sul lavoro. Questo minerale, un tempo ampiamente utilizzato in diversi settori per via delle sue ottime proprietà, è oggi riconosciuto come altamente pericoloso per la salute, infatti, nel periodo 2019-2023, il numero medio annuale di lavoratori affetti da malattie professionali legate all’esposizione all’amianto è stato di 1.269, rappresentando circa il 6% del totale dei casi di tecnopatie, ossia malattie derivanti dall’attività lavorativa. Ogni anno, in media, il 40% di questi pazienti (pari a 501 persone) perde la vita a causa della patologia correlata all’amianto (Inail: “ Le malattie asbesto correlate – Analisi statistica – 2024”)

Nuove Figure Professionali per la Gestione del Rischio

Negli ultimi anni, l’evoluzione normativa in materia di gestione dell’amianto ha portato alla nascita di due nuove figure professionali di rilievo: l’Addetto al Censimento Amianto e il Responsabile del Rischio Amianto (RRA) (già definita nel DM 06/09/1994 in cui però non vengono specificate le competenze necessarie).

Queste figure, definite rispettivamente dalla norma UNI 11903:2023 e dalla prassi di riferimento UNI/PdR 152.2:2023, rivestono un ruolo cruciale nella tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e nella gestione degli ambienti con presenza di manufatti contenenti amianto (MCA).

Articolo tratto da Punto Sicuro. Continua a leggere dal sito di Punto Sicuro.

,

La sicurezza con le radiazioni ionizzanti: le criticità per i lavoratori

Una scheda informativa dell’Inail riporta indicazioni sulle istruttorie condotte dall’Inail in ambito radiazioni ionizzanti e sull’analisi delle principali criticità emerse. Focus sulle criticità relative ai lavoratori.

Roma, 12 Dic – L’art. 6 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 – Istituzione del servizio sanitario nazionale – Ssn – indica al punto k) che sono di competenza dello Stato “…i controlli sanitari sulla produzione dell’energia termoelettrica e nucleare e sulla produzione, il commercio e l’impiego delle sostanze radioattive…”. E l’ Inail è “organo di consulenza del Ministero della salute per quanto concerne tali competenze”.

Dunque il Ministero della salute può “richiedere il supporto dell’Inail in qualità di organo tecnico scientifico per gli aspetti di sicurezza dei lavoratori e degli individui della popolazione, nell’ambito delle varie forme di provvedimenti autorizzativi previste dal d.lgs. 101/2020” e le principali attività di consulenza svolte fino ad oggi hanno “riguardato l’espressione di pareri nell’ambito del rilascio di nulla osta di Cat. A, il decommissioning di siti nucleari e l’aggiunta intenzionale di materie radioattive nella produzione e manifattura di prodotti di consumo”.

Senza dimenticare che l’Inail è poi coinvolta direttamente ( Decreto Legislativo 31 luglio 2020, n. 101) “nell’iter per il conferimento della qualifica di sorgente di tipo riconosciuto e nel riconoscimento dell’idoneità dei servizi di dosimetria e organismi di misura”.

Articolo tratto da Punto Sicuro. Continua a leggere direttamente dal sito.

,

Patente a crediti: una nuova nota dell’Ispettorato e il regime sanzionatorio

Una nuova nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sul sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi tramite crediti. Le informazioni e indicazioni sul regime sanzionatorio.

Roma, 13 Dic – Ai sensi dell’articolo 27 del  Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 – come modificato dal decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 e dalla legge 29 aprile 2024, n. 56 – a decorrere dal 1° ottobre 2024, sono tenuti al possesso della patente ‘le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili di cui all’articolo 89, comma 1, lettera a), ad esclusione di coloro che effettuano mere forniture o prestazioni di natura intellettuale’. E secondo il comma 5 dello stesso articolo 27 “la patente è dotata di un punteggio iniziale di 30 crediti che, in ragione di quanto previsto dall’art. 4 del D.M. n. 132/2024, possono essere elevati fino a 100”.

Inoltre ai sensi del successivo comma 10 dell’art. 27 ‘la patente con punteggio inferiore a quindici crediti non consente alle imprese e ai lavoratori autonomi di operare nei cantieri temporanei o mobili (…)” e, “a tale ipotesi, è parificata quella dell’impresa o del lavoratore autonomo che operano privi di patente o, per le imprese e i lavoratori autonomi stabiliti in uno Stato membro dell’Unione europea diverso dall’Italia, di un documento equivalente rilasciato dalla competente autorità del Paese d’origine o, nel caso di Stato non appartenente all’Unione europea, riconosciuto secondo la legge italiana”.

Articolo tratto da Punto Sicuro. Continua a leggere direttamente dal sito di Punto Sicuro.

,

Come sta cambiando la formazione sulla sicurezza in Italia?

Articolo tratto da Punto Sicuro del 26/11/24

Perché l’Accordo Stato-Regioni ha accumulato più di due anni di ritardo? Quali sono le novità principali della bozza? Cosa cambia per soggetti formatori, datori di lavoro e preposti? Ne parliamo con l’avvocato Rolando Dubini.

Nelle aziende, tra i lavoratori e gli operatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro ci si chiede quale sarà il futuro della formazione e il destino dell’Accordo Stato-Regioni “finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

Quando sarà approvato l’Accordo che dovrebbe procedere all’accorpamento, alla rivisitazione e alla modifica degli accordi attuativi del D.Lgs. 81/2008 in materia di formazione? Quali sono le conseguenze dei ritardi di un Accordo che avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 giugno 2022? Quali sono le novità della futura formazione con riferimento – in attesa del testo definitivo – alla “ bozza definitiva” resa nota il 13 maggio 2024 dal Ministero del lavoro? Cosa è successo il  7 novembre 2024, giorno del rinvio dell’approvazione dell’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni? E cosa accadrà nella prossima seduta del 28 novembre 2024?

Per rispondere ad alcune di queste domande, il nostro giornale ad Ambiente Lavoro 2024, a Bologna, ha proposto il 19 novembre 2024 un incontro con un format originale: non un classico seminario, ma una sorta di intervista pubblica, con domande formulate da noi e domande suggerite dai partecipanti all’evento.

In questo incontro – dal titolo “ Nuovo Accordo Unico: come sta cambiando la formazione sulla sicurezza in Italia. Opinioni e riflessioni dell’avvocato Rolando Dubini” – si è parlato con l’avvocato Rolando Dubini dell’atteso nuovo Accordo Stato-Regioni e dei suoi contenuti, sempre con riferimento al contenuto della “ bozza definitiva”.

Questi alcuni dei temi trattati nell’intervista:

  • storia, ritardi dell’Accordo Stato-Regioni e rinvio del 7 novembre 2024
  • novità principali e futuro della formazione
  • obblighi per datori di lavoro e preposti
  • verifica dell’efficacia della formazione
  • ruolo e novità dei soggetti formatori
  • requisiti minimi per i soggetti formatori
  • periodo transitorio

Inoltre le domande del pubblico si sono soffermate anche su:

  • formazione per le attività negli spazi confinati
  • formazione per i lavori in quota
  • formazione svolta prima dell’assunzione
  • formatori e soggetti formatori.

 Ricordiamo che l’evento si è svolto prima di sapere che la Conferenza Stato-Regioni avrebbe nuovamente messo all’ordine del giorno, il prossimo 28 novembre 2024, l’approvazione dell’Accordo. Si riuscirà finalmente a compiere “l’ultimo miglio”?

Continua leggere direttamente dal sito di Punto Sicuro.